Argomento di impatto: Relazioni Istituzionali e Azione Collettiva (RIAC)

Per creare un mondo più giusto e sostenibile, le imprese devono guardare oltre le proprie attività.

Grace Son spiega come le aziende possano generare un impatto collettivo attraverso il lobbying responsabile, pratiche fiscali eque e la collaborazione per un cambiamento sistemico.

Risponde Grace Son, Senior Manager, Standards

Gli standard di B Lab definiscono le performance che un’azienda deve raggiungere e migliorare costantemente per ottenere e mantenere la Certificazione B Corp. Dal 2006, abbiamo più volte aggiornato ed evoluto gli standard per rafforzarne l’impatto e definire con maggiore chiarezza cosa significhi essere un’impresa leader, raccogliendo e integrando i contributi di una pluralità di stakeholder.

Per raggiungere questi obiettivi, i nuovi standard richiedono alle aziende di soddisfare requisiti specifici in sette argomenti di impatto. Pur mantenendo come base gli standard precedenti, la nuova versione introduce nuovi temi e requisiti in aree sovrapposte, con l’obiettivo di migliorare l’impatto complessivo delle imprese. D’altronde, la community delle B Corp si fonda sul principio del miglioramento continuo.§

Questo argomento d’impatto in breve:

L’argomento Relazioni Istituzionali e Azione Collettiva (RIAC) assicura che le aziende utilizzino la loro influenza per il bene comune: plasmando politiche che proteggono le persone e il pianeta, pagando la giusta quota di tasse e lavorando insieme per promuovere un cambiamento sistemico reale. Che si tratti di lobbying responsabile, pratiche fiscali trasparenti o azione collettiva, le imprese hanno la capacità, e l’obbligo, di creare un mondo più giusto e sostenibile.

Qual è lo scopo dell’argomento e perché è importante nel mondo di oggi?

L’azione collettiva si verifica quando le aziende collaborano con stakeholder esterni per amplificare il loro impatto sociale e ambientale. Quando comunità, aziende e governi lavorano insieme verso un obiettivo comune, fanno leva su conoscenze e risorse condivise, creando un effetto moltiplicatore che amplifica il loro impatto per un cambiamento sistemico. Esempi di azione collettiva includono il mentoring, la ricerca esterna, la collaborazione tra più soggetti e l’influenza sulle politiche.

L’advocacy, o lobbying, è una parte importante di come le aziende interagiscono con i governi. Alcune aziende potrebbero fare lobbying per ottenere l’approvazione di leggi che avvantaggiano le proprie operazioni, ma a discapito di altri soggetti, come le comunità locali e l’ambiente. Per lobbying responsabile si intende quando le aziende fanno pressione esclusivamente per leggi che favoriscano esiti positivi a livello sociale e ambientale.

Un altro aspetto fondamentale del RIAC è il pagamento delle tasse da parte delle aziende. Le imposte fiscali sono la fonte più sostenibile di reddito per i governi e svolgono un ruolo cruciale nel finanziare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite. Quando parliamo di imposte fiscali responsabili ci riferiamo ad aziende che versano la giusta quota di tasse nei Paesi in cui operano. Questo è particolarmente importante per le aziende multinazionali, a causa delle discrepanze nelle leggi fiscali che sfruttano legalmente il sistema fiscale globale.

Come è cambiato l’accento su questo tema durante il processo di sviluppo e quali fattori hanno contribuito?

I principi dell’azione collettiva sono da sempre al centro del movimento delle B Corp. Per diventare una B Corp, le aziende firmano la Dichiarazione di Interdipendenza, impegnandosi in uno scopo condiviso: trasformare l’economia globale a beneficio di tutte le persone, delle comunità e del pianeta. Il B Impact Assessment già valuta la performance di un’azienda in ambiti come la ricerca esterna, la collaborazione multi-stakeholder e l’advocacy.

Il cambiamento principale in questo tema riguarda l’integrazione di Requisiti di Base relativi a lobbying e fiscalità. Queste modifiche rispondono ai feedback degli stakeholder, che hanno sottolineato l’importanza dell’influenza delle imprese e della trasparenza finanziaria, oltre a tener conto di normative emergenti come la Corporate Sustainability Reporting Directive, che impone alle aziende una maggiore trasparenza nelle attività di lobbying.

Quali requisiti dell’argomento di impatto ti entusiasmano di più, e perché?

Sebbene i singoli stakeholder possano talvolta sentirsi sopraffatti dalla portata delle sfide sociali e ambientali globali, l’unione fa la forza. Quando le aziende uniscono le forze con la propria comunità, altre imprese e governi, riescono ad amplificare il proprio impatto in modi che non sarebbero raggiungibili lavorando individualmente.

Affrontare sfide sociali e ambientali complesse richiede più delle sole risorse: servono prospettive diverse, competenze specifiche e una reale volontà di collaborare. L’azione collettiva unisce persone provenienti da ogni ambito della vita, con culture, background ed esperienze diverse. È proprio questa diversità a nutrire l’innovazione, dando vita a idee e soluzioni nuove, creative ed efficaci. E non va dimenticato che queste sfide globali non colpiscono tutti allo stesso modo: spesso sono le comunità marginalizzate a subirne le conseguenze più gravi. L’azione collettiva favorisce la condivisione delle responsabilità, assicurando che nessuno venga lasciato indietro e promuovendo risultati più equi per tutti.

Un esempio potente di azione collettiva è l’advocacy politica. Unendo le forze, le aziende possono spingere per cambiamenti legislativi che generino un impatto sociale e ambientale positivo. Immagina un mondo in cui le imprese si fanno promotrici di politiche in linea con l’obiettivo globale di emissioni net-zero entro il 2050, o che sostengono norme più rigorose sulla responsabilità e il risarcimento per le violazioni dei diritti umani nelle filiere. Insieme, possiamo trasformare questi obiettivi in realtà.

Quali somiglianze ci sono tra questo nuovo argomento di impatto e gli standard v6?

Il B Impact Assessment ha da tempo incluso la valutazione delle performance aziendali in tema di azione collettiva, concentrandosi su aree chiave come la ricerca esterna, la collaborazione multi-stakeholder e l’advocacy. Il nuovo requisito sull’azione collettiva previsto dal RIAC costruisce su queste fondamenta, ampliando il campo di applicazione per includere anche attività come il mentoring e la thought leadership, considerate esempi significativi di collaborazione. Inoltre, il RIAC introduce requisiti minimi per ciascun tipo di azione collettiva. Ad esempio, le aziende di maggiori dimensioni devono dimostrare un contributo concreto alla collaborazione multi-stakeholder, assumendo ruoli di leadership o partecipando attivamente a gruppi di lavoro.

Per quanto riguarda il lobbying e la fiscalità, il RIAC si sviluppa a partire dai Requisiti di Base, che già richiedono alle aziende di avere politiche in materia di attività di lobbying e di aliquote fiscali. I nuovi requisiti di RIAC sul lobbying fanno un ulteriore passo avanti, stabilendo standard minimi che prevedono l’adozione di dati scientifici a supporto delle attività di lobbying, una posizione chiara contro corruzione e tangenti, e la trasparenza nelle collaborazioni con organizzazioni intermediarie. Allo stesso modo, il requisito fiscale previsto da RIAC rafforza l’allineamento con il GRI Tax Standard, assicurando pratiche fiscali più rigorose e trasparenti.

Quali sono le aree di maggiore crescita per le aziende?

Nell’ultima consultazione pubblica, alcuni stakeholder hanno sollevato domande sul ruolo delle imposte fiscali nella strategia di sostenibilità di un’azienda. Sebbene il dibattito sulle tasse sia ancora in evoluzione, ci sono alcuni sviluppi interessanti che evidenziano la crescente importanza della trasparenza fiscale nel panorama della sostenibilità, come l’iniziativa Tax for SDGs e il GRI Tax Standard.

Lanciata nel 2022, l’iniziativa Tax for SDGs riconosce che le tasse svolgono un ruolo cruciale nel finanziamento degli SDG delle Nazioni Unite. Le tasse riducono la necessità di aiuti internazionali, sostengono il rimborso del debito nazionale e rafforzano la capacità di un Paese di resistere agli shock economici esterni.

Inoltre, il GRI Tax Standard, introdotto nel 2019, è il primo benchmark globale per la trasparenza fiscale. Incoraggia le aziende a rendere pubbliche le loro attività commerciali e i pagamenti fiscali Paese per Paese. Questo tipo di rendicontazione, che include una spiegazione di eventuali discrepanze tra le aliquote fiscali previste dalla legge e i pagamenti fiscali effettivi, risponde alle crescenti richieste di maggiore trasparenza fiscale da parte degli stakeholder di tutto il mondo.

Oggi, una su quattro delle maggiori società quotate in borsa a livello mondiale utilizza lo standard fiscale GRI nei propri rapporti di sostenibilità, e attori importanti come le Nazioni Unite e l’Unione Europea fanno riferimento a tale standard nei propri quadri normativi e regolamenti. Con lo standard fiscale GRI che stabilisce il riferimento a livello globale, i requisiti fiscali RIAC si allineano ad esso, esortando le aziende ad adottare politiche fiscali responsabili e ad impegnarsi a presentare report Paese per Paese.

Qual è il consiglio più importante, relativo a questo argomento di impatto, da dare alle aziende che stanno lavorando per adeguarsi ai nuovi standard?

Iniziate identificando le questioni sociali e ambientali più rilevanti per la vostra azienda e le rispettive sfide da affrontare (vedere Scopo e governance degli stakeholder). Una volta chiarite le vostre priorità, cercate opportunità di azione collettiva direttamente correlate a tali questioni. Sfruttando le vostre risorse e competenze, potrete coinvolgere gli stakeholder e creare soluzioni collettive di grande impatto per promuovere progressi significativi.

In che modo gli standard relativi al RIAC saranno adattabili ai diversi contesti aziendali?

I requisiti per l’argomento di impatto Relazioni Istituzionali e Azione Collettiva sono adattati in base alla dimensione dell’azienda, in modo che riflettano le differenze in termini di risorse disponibili e la potenzialità dell’impatto.

Ad esempio, nel requisito di azione collettiva, il numero di azioni richieste aumenta in base alla dimensione dell’azienda. Si va da una microimpresa che partecipa a un’azione collettiva, fino a un’azienda di dimensioni XXL che partecipa a quattro azioni collettive.

Allo stesso modo, anche il livello di impegno richiesto aumenta con l’aumento della dimensione aziendale. Una microimpresa può soddisfare l’opzione del mentoring accompagnando una sola azienda per aiutarla a migliorare il proprio impatto sociale o ambientale. Tuttavia, affinché un’azienda XXL possa soddisfare l’opzione del mentoring, deve dimostrare di avere un approccio sistemico, rivolto a un gruppo specifico di mentee. Un approccio sistemico al mentoring significa avere un programma definito con una tempistica, obiettivi intermedi e risultati attesi.

Se sono già una B Corp, o sto cercando di diventarlo, dove dovrei concentrare i miei sforzi su questo argomento di impatto?

Per raggiungere l’obiettivo del RIAC, l’azienda dovrebbe considerare quanto segue:

  •  Dimostrare un’attività di lobbying responsabile pubblicando una policy sul lobbying e riportando pubblicamente le proprie posizioni e i contributi politici.
  •  Partecipare ad azioni collettive per promuovere impatti sociali o ambientali, attraverso mentoring, ricerche esterne, collaborazioni multi-stakeholder o attività di advocacy.
  •  Aumentare la trasparenza sui pagamenti fiscali pubblicando una policy fiscale e riportando pubblicamente le imposte pagate per Paese (country-by-country).

 


 

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