Bilanciare vita privata e lavoro
40 ore lavorative settimanali sono ampiamente accettate come standard di lavoro a tempo pieno. Le sperimentazioni sulla riduzione dell’orario di lavoro mostrano, in generale, risultati positivi: si registrano meno stress e burnout, una migliore qualità del sonno e, allo stesso tempo, livelli di produttività sostanzialmente invariati (Nature,2022). Parallelamente, la domanda di flessibilità da parte delle persone è in forte crescita: oggi le lavoratrici e i lavoratori considerano la flessibilità, in termini di orari e organizzazione del lavoro, più importante che mai (McKinsey).
Risulta però importante sottolineare che la maggior parte di questi test è stata condotta nel settore pubblico, soprattutto nel Nord Europa. Tuttavia, negli ultimi anni anche diverse aziende private in Nord America, Europa e Australasia hanno provato la settimana di quattro giorni, ottenendo esiti simili. Inoltre, si tratta quasi sempre di organizzazioni che hanno scelto volontariamente di partecipare a questi progetti pilota; per capire se il modello possa funzionare su larga scala, serve ancora ricerca, soprattutto in contesti diversi dagli uffici e dai settori “white collar” che oggi dominano gli esperimenti. L’esperienza francese con la settimana da 35 ore offre un quadro sfumato: molte persone ne hanno tratto benefici, ma una parte dei lavoratori meno qualificati e meno retribuiti si è trovata a fare i conti con salari stagnanti e un’intensificazione dei ritmi di lavoro (Nature,2022).